Genesi il grande racconto delle origini di Guido Tonelli

Iniziamo subito con un problema di logica per uomini sapiens che siamo stati precedeuti dai nostri antici antenati uomini di Neaderthal (https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_neanderthalensis), Ipotizziamo che due gruppi di pari si siano stanziato in due caverne adiacenti e che nel primo gruppo ritroviamo gente pratica che vive il quotidiano, cacciando, cercando legna, facendo figli, costruendo utinsili e proteggersi dalle minacce esterne (loro pari o animali). Invece nella caverna a fianco ritroviamo solo stregoni, gente strana che dipinge storie sulle pareti della caverna e passa tutto il suo tempo a tramandarle oralmente. In realtà questi non erano stregoni ma i primi poeti e filosofi che si interrogavano sul perchè esistevano e perchè il loro senso del meraviglioso era destinato a naufragare prima o poi per questioni angosciose di finitezza evolutiva. Adesso immaginiamo una calamità esterna che spazza via entrambe le caverne ed entrambi i gruppi lasciando in vita soltanto una persona per ogni categoria. Chi avrà maggiori possibilità di sopravvivere? Quello che sa cacciare, risolvere i problemi pratici e ripararsi dalle intemperie e difendersi dai nemici oppure quello che ha passato tutta la sua esistenza sprecando tempo preparando pigmenti per scrivere storie disegnate sulle sue pareti da tramandare ai posteri? Chi vincerà la sfida evolutiva il pratico o quello che ha alle spalle una visione del mondo che lo sorregge, una mitologia da raccontare e che è già preparato ad essere resiliente per accettare le sfide di un domani minaccioso e incerto, visto che le storie le ha vissute e le conosce nella sua infantile rappresentazione grafica? Ebbene Guido Tonelli scienzato e autore del libro genesi il grande racconto delle origini non ci sono dubbi: l’uomo senza un passato e una identità e senza esperienze vissute tramandate nel tempo che spiegano il senso delle esistere (mitologia) non avrà nessuna possibilità di produrre una forte resilienza alle sfide del domani. In questa avvincente sfida vince quindi lo stregone, ma anche il lettore, perchè si impadronirrà di punti di vista inediti su teorie dimostrate scientificamente che stanno per stravolgere il nostro vissuto alla pari delle rivoluzioni copernicane e simili. Ma partiamo dall’ inizio. L’inizio è perchè qualcuno ha sentito l’esigenza di liberare schizzi e disegni sulel pareti delle caverne? Era un pazzo? Un pericoloso esaltato questo novello improvvisato artista che presumibilmente doveva anche attingere alle sue feci per produrre la sua tavolozza cromatica? Certo che la domanda base del perchè esistiamo può mandare fuori chiunque, l’uomo sapiens è l’unico animale che ha consapevolezza della sua finitezza e questo crea onde cupe angosciose sulla nostra storia di domani. Noi siamo finiti, ma l’unioverso continua a espandere e a erogare materia cosmica in divenare a un ritmo incessante. Allora perchè è così importante la cultura? Perché ci protegge e ci fa diventare reslienti e saggi. Prendiamo per l’appunto il libro della Genesi che è stato forgiato dagli ebrei in tempi remoti quando la civiltà babilonese era al top della sua agiatezza con i suoi giardini pensili e la sua conoscenza concentrata sui primi scritti. Ebbene chi legge la genese legge un libro che parla di futro e che fornisce delle risorse per scegliere saggiamente il nostro oggi, in quanto le storie che stiamo vivendo non sono dissimili per struttura a quelle vissute dai nostri antenati. L’imoprtanza delle storie e di una identità cosmica che va avanti malgrado tutto quindi, pensiamo solo all’ arguzia degli ebrei perseguitati che demoliti da un atto cruento trovarono il modo di sopravvivere alla sciagura rubando la conoscenza dei libri ai loro aggressori per forgiare un libro di conoscenza come l’imperiosa genesi. Oggi sappiamo ancora poco sull’ universo anche se tanto è stato fatto, ad esempio difficilmente potremmo disgiungere quello che è un concetto unitario di spazio-tempo come tessunto dinamico dalle nostre riflessioni filosofiche-scientifiche. Bello perché si enbtra un campo di contaminazione dove la scienza bagna i piedi insieme alla filosofia e alle religioni mitologiche. Certo andiamo a rilento, per scoprire il bosone di X, mattone fondamentale per capire che cosa è realmente successo agli inizi, abbiamo impiegato una cinquantina di anni. Certo oggi abbiamo molte congetture e speculazioni per spiegare l’inspiegabile e i paradossi del vuoto iniziale che diede origine al tutto. Prendi un forno a microonde che da fuori irradia luminescenze ma che all’ estyerno non trapelano. E se il nostro universo fosse a sua volta un gigantesco buco nero che non lascia uscire la luce per esempio? Siamo ancora in totale espansione e sappiamo che questi mondi in divenire erano già presenti nel vuoto iniziale, quali meccanismi governa il tempo direzionale? La scienza moderna lavora per unificare tutti i paradossi e i mattoni fondamentali dell’ universo, cerca di unificare le teorie incastrando gravità ed energia e masse magnetiche nello stesso puzzle, ma ancora sappiamo poco sulle origini. Sappiamo che nel punto zero l’energia totale ad esempio paradossalmente si annulla e attualmente oggi a questo magico incantesimo che annichilisce materia e antimateria non riusciamo a trovare la risposta alla domanda: ma allora dove è finita l’antimateria? Bisogna indagare sull’ asimmetria del cosmo. Oggi la scienza ritiene che nel coagulo iniziale di particelle di antimateria alcune iniziali ribelli presero a diventire a loro volta materia innescando un processo irreversibile. Sappiamo che tuta la materia decade e si rigenera tranne i protoni, che fortunatamente oggi ci consentono di esplorare le fasi iniziali del big bang. La scoperta del bosone di X in questo senso ci aiuta perchè sottolinea come grazie a lui la materia diventa finalmente solida. Siamo in un terreno aperto fatto di ipotesi ma anche di certezze e di direzioni da seguire. Quale sarà la strada giusta? Certo osservando i primi protoni abbiamo imparato molto di come la materia si sia aggregata con gli elettroni e gli atomi accendendo poi per reazione nucleare le prime stelle che hanno permesso tramite la portentosa invenzione della luce la formazioni di ammassi planetari. Il libro racconta tutte queste traformazioni in sette giorni dove ovviamente il tempo ha un significato un pò diverso rispetto all’ originale. Questa necessità di raccontare ci arriva dalla notte dei tempi, da quande un nostro lontano parente un pò strano che guardava troppo le stelle si mise a disegnare e raccontare al posto di andare a caccia per provvedere ai bisogni primari. Certo non raccontava come fa Tonelli oggi nel libro di quella prima minuscola infinitesimale contrazione nel tempo zero che scientificamente si può concentrare in un dieci meo trentacinque secondi che provocò una enorme fluttuazione dal vuoto che improvvisamente si riempì di materia e di antimateria. Certo non raccontava di quello che accadde dopo alla dieci alla meno undici quando il famoso bosone di X si congela permettendo a qualche quark (https://it.wikipedia.org/wiki/Quark_(particella)) leggero di coagularsi con i suoi pari per concentrarsi in protone e quindi materia solida. Cero le storie di quell’ ominide non spiegavano perchè un suo amico che era appena insultato dalla sua compagna piangeva essendo stato apostrofato con “hai una testa vuota” quando di fatto è il più bel complimento che puoi fare a una persona. Nel vuoto è scientificamente dimostrato che c’è già tutto e che ci trovi tutte le risorse e non solo nel big bang. Non è un caso che tante industrie nell’ era moderna si siano concentrate nell’ idea di fare soldi con il vuoto. Come dicono gli addetti ai lavori spiega Tonelli, il vuoto ha comprato e indossa il vestito della festa. E pensare che già Ovidio nelle sue astratte divagazioni su come funzionava il cosmo aveva sottolineato l’importanza di questa componente del vuoto, essenziale, fondamentale per produrre la materia, ma anche l’antimateria, un dispositivo che funziona un pò come un bancomat che converte massa ed energia, dove se estrai mille euro puoi anche riempire nuovamente il vuoto inserendo qualche giorno dopo altri mille euro. E allora quei pazzi come Anassimandro che asserivano che la terra galleggiava da sola nel cosmo?! Gli scienziati dicono anche che se si muove come una papera e se blatera come una papera ci sono buone probabilità di trovarsi di fronte a una papera. Nei abbiamo avuto di storie da raccontare su questi tredici miliardi di anni di vita dell’ universo. Tutte le grandi scoperte scientifiche hanno radicalmente mutato il modo di pensare delle società civili. Come ci sentiamo adesso che sappiamo che potrebbero esistere altri ipotetici universi di antimateria, fantascienza? Come ci si sente adesso che sappiamo che la nostra testa vuota in un certo senso è l’ente erogatore di ogni cosa che esiste qui e ora? L’uomo antico cercava una sua forte identità, voleva sviluppare la sua visione del mondo, ma questa è storia perpetua, oggi come allora cerchiamo di indagare sulle nostre labili convinzioni, finchè qualcuno o qualcosa fa CRACK da qualche parte e la staticità del mondo scientifico viene spazzata via da una nuova rivoluzionaria scoperta che ci mostra la nostra finitezza e che ci costringe a rielaborare un nuovo mondo e una nuova visione in un progetto dinamico di ri-costruzione. Il racconto delle origine da tramandare ai posteri è la chiave in tutto questo guazzabuglio che ci fa piombare nel kaos (anticamente il termine era usato per indicare abisso e quindi vuoto e non solo disordine, gli antichi avevano già grandi intuizioni vincenti). Per l’umanità la rappresentazione simbolica è vitale (l’essere catapultati in un mondo straordinario ci affascina ma ancora oggi ci spaventa per la mancanza di risposte filosofiche), lo riscopriamo oggi grazie ai quei graffiti ritrovati dai nostri predecessori nelle caverne africane quarantamila anni fa. Gran libro per la chiarezza espositiva con cui l’autore riesce a farci masticare concetti complicati come sempre succede quando si ha a che fare con famose equazioni che spaventano a un primo impatto.

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