Il mio detective é differente: perché Rocco Schiavone non può reggere al confronto con Mauro Carpa. Ovvero le regole auree per rompere i cojoni rivedute e forse corrette. Come il caffè.

Ogni detective nato dalla fantasia degli autori ha la sua fisionomia, le sue caratteristiche psicologiche, le sue idiosincrasie, la sua filosofia di vita. L’importante è che ognuno si faccia i detective propri senza scopiazzare da nessuno! Bè certo, un pò di malizia da parte dell’ autore di Mauro Carpa c’è nel citare Rocco Schiavone e altri all’ interno della sua finction, se non altro perché facendo leva sul fatto che il citato appartenendo al mondo dell’ invenzione fantastica valorizza nella dialettica dei contrari il mondo reale nel quale Carpa combatte per garantirsi una difficile sopravvivenza tra criminali, politici locali sensibili solo alla poltrona ma non alle buche da asfaltare, serpenti velenosi che fanno capo ai parenti di sua madre che continuano imperterriti a sfruttare Vischio Elena come un bancomat finchè prima o poi si perverrà a un inevitabile e definitivo regolamento di conti destinato a lasciare morti simboliche sul selciato dell’ opportunismo e della scaltrezza truffaldina priva di trasparenza. Carpa lo si sa è poco incline a vedere l’ingiustizia e i soprusi arroganti alla don Rodrigo dei prepotenti e certamente nella sua lotta ai criminali che includono anche quelli che fingono di essere pecorelle calpestate dal sistema come i Vischio, usa una scala di classificazione del disagio che è costretto a sopportare che non è strutturato a categorie ma a fasce elo, in quanto la particolarità di questo segugio perso tra le montagne umbre è quella di trascinarsi dietro un passato da ex-agonista nei tornei ad alto livello, carriera poi naufragata a causa delle note vicende nella lotta con l’Ottico in quel di Torino, che lo costringe a chiudere ogni aspirazione sportiva anzitempo. Ma tutto il background di conoscenze, anedoti, di partite giocate e tensioni conflittuali vissute contro avversari formidabili sulla scacchiera si tradurranno in una rivelazione esistenziale che avrà un non so che di salvifico. Seppure alienato dalle vicende che lo hanno travolto dopo la cruenta sfida con l’ottico nelle gallerie di Pietro Micca a Torino, desinsibilizzato anche dalla voglia di vivere e costantemente depresso, non mancano momenti di ironia dove il tragico fortunatamente trova la sua controparte ironica per sdrammatizzare tutto un contesto malato e disfunzionale, compresi (forse) anche i luoghi in cui vive. Ecco quindi che i fastidi e i disagi per Mauro Carpa si sintetizzano in una scala di rotture de cojoni che non hanno niente a che vedere con gli ordinamenti prgmatici di Schiavone, ma solo con le fasce elo che differenziano con un punteggio il grado di rottura de maroni portato dai suoi adepti. E’ una scala dinamica, in continua evoluzione, che Carpa rielabora costantemente grazie alle vicissitudini del quotidiano, quindi niente di assoluto e definitivo, se mai tutto da rivedere ogni giorno in un continuo ri-mettersi in discussione, un modo come un altro per conoscere se stessi. Ecco quindi al momento la scala a cui MC fa riferimento per i suoi fastidi quotidiani con il genere umano:

a) inclassificati: rotture de cojoni che te fanno il solletico, tipo gente che ti gioca la Pirc o la Owen quando ti iscrivi al Saliniello con conseguenti facili vittorie in meno di venti mosse. Traslato nel mondo reale quando vai alle poste e prendi il numerino e a passarti avanti non è la solita vecchia stronza che sta per morire con il bastone che fa leva sulla tua bontà d’animo che non hai ma una bella tabaccaia che ti costringe ad ammirare un fisico da sogno

b) da inclassificato fino a punti 1440 di elo, Terza sociale: rotture de cojoni di lieve entità, balneazioni su internet, pardon gente insopportabile da bannare perché ancorata a un modo di pensare in stile paleolitico etc, selfiiste troppo influencer a caccia di meloni da attaccare alla cintura etc…

c) da terza sociale fino a punti 1460 di elo, Seconda Sociale: gente che interloquisce con allora il pd? Allora Bibbiano? Prima quelli di San Marino etc, in generale fautori di quella cultura del senza libro in casa che recandosi al Papete a sorseggiare il Mojto ricevono qualche lontana illuminazione per indottrinare successivamente gli altri su come funziona il mondo

d) da seconda sociale fino a punti elo 1480, Prima Sociale: rotture de cojoni sopportabili, tipo punture di zanzare prese singolarmente, a condizione che gli omologati che vogliono svuotare i magazzini influenzati dal nuovo prodotto miracoloso che fa ringiovanire di 20 anni non formino un gregge. A quel punto si sale di categoria

e) da prima sociale fino a punti 1500, Terza Nazionale: i peggiori, quelli che dividono il mondo in bianco e nero senza sapere che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e che senza una anonima forma di dialogo grigio che concilia gli opposti non si può andare da nessuna parte, si chiama complessità o anche tanti neuroni nel cervello che creano relazioni rispetto a problemi che vanno oltre il facile riduzionismo e alla dimensione mononeurone

f) da terza nazionale fino a punti 1600, Seconda Nazionale: rotturà di palle immanente e trascendente, che ricalca gli zanzaroni incontrati nella categoria precedenti, che avrebbero bisogno di uno psicologo più di una esternazione sui social

g) fino a punti 1800, Prima Nazionale: le rotture de cojoni qui iniziano a diventare di ordine pratico: uno scippo, un alterco per un parcheggio, insulti poco bonari tra tifosi, tutto classificato come 1800 di elo

h) da prima nazionale fino a punti 2000, Candidato Maestro: categoria amorfa in grado di fracassare enormemente i cojoni ma anche no, tollerante si ma anche no, disponibile sì ma anche no. Nè carne ne pesce, stato di beatitudine trascendente dove tutto si annulla e la la coscienza viene ripulita di tutti i segni sulla lavagna per consacrare la filosofia di Rosseau: l’aspirante GM miagola nel buio e ridiventa bambino, ma anche un pargoletto innocente se vuole rompere i cojoni, li rompe.

i) da CM fino a punti 2200, Maestro: categoria molto dinamica in continuo divenire malgrado tutto sia fermo, dominata da uno stato di incertezza, rotture de cojonj equiparabili a quelle di un fidanzato-fidanzata, meglio sarebbe avere un gatto. Perché sorbirsi inutili stress all’ Ikea o in tabaccheria quando puoi andare al km 25 e consumare il fiero pasto alla Harry Bosch come sostiene il famoso detective di James Ellroy in prega detective uno dei noir più cult di sempre?

l) da Maestro fino a elo 2300, Maestro Fide: rotture di palle da lavoratore dipendente dove si subiscono simpaticamente le angherie del proprio datore di lavoro, nello specifico il capitano Ranieri, spilorcio, a capo della caserma di Nocera Ombrosa.

m) da MI fino a 2400 di elo in su, Maestro Internazionale: rottura de cojoni molto consistente, tipo delitto o crimine analogo che richiede enorme dispendio di energie nella risoluzione in cambio di paga oraria somministrata dai carabinieri di Nocera Ombrosa da fame

n) da MI fino a 2500, GM, Grande Maestro: rottura de palle infinitamente gravosa, consistente non solo nella somma del punto M + N, ma con risultato di imprecazioni e fastidi generalizzati anche di carattere fisico provocati a cascata dovuti a L+I+H+G+F+E+D+C+B+A etc

E’ bene ri-sottolineare se ce ne fosse bisogno, che tutto questo sarcasmo presente nel mondo di MC è soltanto funzionale per stemperare quella che è la sua personalissima visione del mondo lastricata di miserevole condizione umana e afflitta da una cosmogonia di prepotenze cosmiche in cui ognuno deve recitare la parte di chi subisce piuttosto che quella piacevole del carnefice, un copione di scena non gradito da sostenere nella società liquida globalizzata BCE, un destino a pozzanghere liquide  da condividere con qualche milione di persone costrette a compiere il suo stesso viaggio con rotta verso l’ignoto. Certamente MC non é Coliandro e neanche l’Enrico Radeschi di Roversi, piuttosto il modello che meglio si avvicina alla sua tempra di sano capricorno misantropo melanconico come personaggio potrebbe essere l’oscuro Kurt Wallander di Menkell, per esempio.

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