Una PHANTOM calibro 38 Special per l’ispettore Carpa

Sembra facile costruire un romanzo, un racconto persino un film, basta schioccare le dita e come d’incanto l’oggetto dei nostri desideri si materializza sulle nostre mani! Te piacerebbe eh?!, dicono a Roma, ma la realtà è proprio ben diversa. La gestazione di un’ opera d’arte di qualsiasi natura, visto che deve creare dal nulla una “vision”, un “mondo” e “un intero universo” costruito da mille dettagli, è spesso faticosa, spossante, laboriosa e macchinosa, tanto che a creazione finita spesso anche grandi artisti hanno dichiarato candidamente di essere completamente svuotati e con le batterie scariche. Certo immaginarsi quel geniaccio che ha messo su il cosmo e le sue leggi e magari dietro di esso tanti altri infiniti altrove alla Bruno è un pò complicato, siamo a un altro livello di “progetti di terraformazione” per usare una espressione cara alla metrica di Star Trek. Creare situazioni tridimensionali richiede dunque una grande energia e pensare di materializzare dal nulla personaggi complessi, location, situazioni affabulatorie con un colpo di bacchetta magica sarebbe demenziale. Quindi? Quindi se hai in testa di alimentare un progetto tutto quello che devi fare è spezzettare il problema, in tanti problemi più piccoli e individuare il contesto del nostro alter ego letterario, perchè è niente meno di Mauro Carpa che stiamo parlando che non è certamente famoso come Antonio Bandini ma che prima o poi farà sentire il suo battito cardiaco al mondo editoriale. Ma questo investigatore privato umbro travolto da situazioni incalcolabili e imprevedibili e trovatosi costretto a rimettere fortemente in discussione il “senso del vivere” (diciamocelo è fortemente in crisi esistenziale ma come potrebbe essere altrimenti visto che parliamo di un capricorno?) alla veneranda età di anni 52, quindi a un passo dal tracollo definitivo visto i trascorsi con le sue sfide torinese con un antagonista che lo ha brutalizzato e che l’ha fatta franca, ad esempio che pistola ha scelto di usare nei suoi inseguimenti criminali verso la malfamata e leggendaria stazione di Fontivegge? La scelta di una pistola non è cosa da poco, bisogna farsi un sacco di domande preliminari del tipo ma Mauro Carpa ama portarsi dietro la sua arma nascosta sotto la giacca in una fondina o non simpatizza per le situazioni estreme? Del resto la verità del male con cui ha sbattuto il grugno è talmente inconfutabile che sperare di farla franca solo con uno sguardo ipnotico sarebbe un atto di buonismo letale e propedeutico alla famosa posizione orizzontale a cui Carpa vorrebbe giungere solo dopo aver riscattato la sua miserevole esistenza. Un arma ci va dunque, ma quale scegliere, o meglio quale ha sposato il nostro detective? Senza abusare troppo con le esigenze dell’ ispettore Callaghan che propone appunto una 44 magnum che ha il vantaggio di fare esplodere colpi potenti e precisi anche a notevoli distanza per spappolare le lamiere di un auto in fuga che pensava di farla franca, il detective Carpa è mezzo cecato per cui con un occhio destro malandato la precisione su lunga distanza va a farsi benedire il che lo costringe (piacevolmente) a ripiegare su un revolver piccolo, leggero quasi invisibile, appunto un PHANTOM che viaggia anonimo sotto la classica ascella della spalla sinistra. Parliamo di una Smith & Wesson (indirizzo internet https://www.smith-wesson.com/) calibro 38 (info web https://it.wikipedia.org/wiki/.38_Special ) che non vuole competere appunto con la precisione verso lontani orizzonti ma che si prefigge l’idea di difendere e offendere in spazi ristretti in quelle situazioni dove la sagoma di un cattivo competitor è perlomeno delineata e non barcollante in una vacillante visione a oltranza dove si rischia di fare danni sparando senza convinzione. Ma da vicino gli spari di una PHANTOM calibro 38 sono tutta un ‘altra cosa. Intanto perché questi letali oggetti sono così piccoli da confondersi con qualche orpello da prestidigitatore, l’ideale per dare l’impressione che tu un arma non sai che cosa sia quando hai di fronte un pericoloso aggressore che si lecca i baffi pensando di farla franca nell’ ennesima rapina in un vicolo (per esempio). Eppure quando meno te lo aspetti ecco luccicare nella notte il tuo manico in radica e la canna diventa di colpo così larga da sembrare all’ aggressore quasi una sorta di bellicoso cannone da pirateria navale quando invece è solo un minuscolo foro che potrebbe dilaniarti data la tua presenza in prosimità. Ma seppure l’esigenza non riflette l’idea di andare a recuperare una calibro 357 che pure spara su quelle pistole così piccole e leggere, Carpa si rende conto che una migliore performances anche in quelle situazioni in cui non deve centrare a tutti i costi un ago in un fienile sono maggiormente auspicabili e così sceglie con gli anni e l’esperienza di montare il suo calibro 38 Special sulla sua PHANTOM (più conosciuta con la denominazione in sisgla di 38 Special + P). Con questa pistola di migliorano le prestazioni su una media distanza anche se chiaramente l’obiettivo per essere colpito va identificato prima in maniera univoca (meglio non sparare a un operatore ecologico che monta di turno al parco, mentre il vero fuorilegge gli transita correndo a fianco). Il fatto è che la pistola che ti scegli é come un vestito, è una parte di te, non puoi pensare di acquistare un abito che non ti senti addosso e anche di sentirti a tuo agio mentre affronti le insidie della vita sociale. Certo é che un buon revolver se ben usato ti può salvare la vita e può salvarla a qualcun’ altro se la sai manipolare con destrezza. Come risulterebbe penalizzato Marchionne senza il suo immancabile maglioncino giro collo? E Carpa che detective sarebbe senza il suo pezzo di metallo lucente invisibile con il manico in radica che quando lo impugni diventa quasi una simbiosi sacra con un oggetto in grado di trasmetterti le frenesie erotiche di una tensione che va risolta con l’intramontabile antagonista di turno e forse anche con una inevitabile deflagrazione? In rete ci sono molte informazioni utili che si possono recuperare, come per esempio nell’ articolo scritto nel 2012 sul tema malavita pescarese http://www.inabruzzo.com/?p=127123 dove si evince:

Negli omicidi e nei fatti di sangue che ormai rendono feroce la malavita pescarese, rispunta la calibro 38. Le indagini delle ultime ore confermano che viene spesso usato questo calibro, il cui valore in centesimi pollice, appunto 0,38, è divenuto sinonimo di un’arma di facile portabilità (ci sono anche modelli di rivoltelle 38 piccole e ben tascabili, soprattutto utili per la difesa e l’offesa, non certo per il tiro di precisione). “Quelli della 38” scelgono questo calibro per la sua meno difficile reperibilità (naturalmente clandestina, nel caso della malavita), per la sua efficacia e la sua “reputazione” storica. Il calibro 38, di solito denominato anche 38 special, indica un’arma corta a tamburo, un revolver o rivoltella, preferita da chi non intende lasciare tracce evidenti: i bossoli infatti non vengono espulsi, come nelle pistole semiautomatiche, ma restano vuoti nel tamburo ruotante. Il 38 è soltanto un calibro, e non un tipo di arma. Esiste una pistola storicamente nota, la P38, che non ha nulla a che fare con il calibro di cui parliamo, trattadosi di una pistola del 1938, di produzione tedesca, ormai non molto diffusa e adoperata. 38 sono centesimi di pollice, unità di misura inglese e quindi anche americana, equivalente a circa 2,5 centimetri. Quindi, correttamente si dovrebbe scrivere 0.38. I calibri sono misurati in pollici nel mondo anglosassone, e in centimetri altrove. Il 38 equivale, in Europa, a circa 9 millimetri. Un 38, dunque, è quasi uguale ad un calibro 9. La differenza sta nel fatto che di calibro 38 sono esclusivamente rivoltelle, quindi armi con tamburo rotante, mentre di 9 millimetri sono in genere le pistole semiautomatiche. In calibro 38 centesimi di pollice, esistono una quantità di modelli e marche di rivoltelle, revolver, alcuni celebri come i vari Colt o Smith-Wesson. E’ corretto quindi parlare di Ruger 38, Collt 38 o di Smith Wesson 38, o di altri tipi di rivoltelle. Tutte le marche producono modelli di piccole dimensioni, facilmente tascabili (e quindi occultabili), non estremamente precisi ma utili nel caso di difesa personale, e naturalmente anche offesa. Una rivoltella è precisa (nelle mani di persone normali e non molto allenate) se si spara a pochi metri. E’ quindi prevalentemente arma da difesa, o da offesa. Il proiettile calibro 38 – generalmente e nei tipi più usati, tra i quali quello a tronco di cono senza punta – non è velocissimo nè molto potente, ma micidiale per l’uomo. Arma quindi essenzialmente da fifesa e da offesa, la rivoltella cal. 38. La maggior parte ha potenza di circa 40 kilogrammetri (come dire: sposta teoricamente di un metro 40 chili di massa). Una cartuccia calibro 357 magnum (calibro poco più piccolo ma molto più potente) arriva quasi a 100 kilogrammetri. Ma per uccidere una persone possono bastare soltanto 8 kilogrammetri. Ecco perchè, purtroppo, oggi le calibro 38 sono diffuse e molto usate: non solo per la difesa, dicono le cronache. Specie quelle che si occupano di omicidi recenti e meno recenti. Ora il 38 lo conosciamo meglio: tanto basta per starne possibilmente alla larga. Sarebbe bello un mondo in cui nessuno debba difendersi da nessuno. Ma non esiste…

L’arma utilizzata da Carpa ci dice tante cose, come per esempio che nella sua logica investigativa non è poi così importante seppure vitale per dipanare matasse districate. E’ un orpello coercitivo che nella scocca del cavaliere moderno senza macchia e senza paura (quando sei morto non puoi più morire e puoi diventare invincibile se non altro per incoscienza acquisita o per desiderio di autodistruzione) serve e necessita, come una cintura da usare sui pantaloni o un orologio da polso o come un bisturi per un chirurgo. Certo il contesto con la 44 dell’ ispettore Callaghan sarebbe cambiato ma Carpa manifesta le sue megalomanie in altri settori, non proietta sull’ arma simboli freudiani abbastanza scontati o aspettative particolari se non quella di guadagnare tempo per raggiungere il suo obiettivo finale: quello del riscatto personale, che salverebbe in estremis una partita persa in partenza con un passato macchiato da eventi turbolenti e vicende scritte da altri e con i suoi verdetti inconfutabili innalzati a caratteri cubitali. La sfida é aperta: riuscirà il detective Carpa con la sua 38 Special a ristrutturare quello che sembra un destino ineluttabile? Per finire qualche link utile:

https://www.dimararmi.it/revolver/smith-wesson-637-airweight-cal-38-special-2-8749.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoltella

https://it.wikipedia.org/wiki/.38_Special

https://it.wikipedia.org/wiki/Smith_%26_Wesson_Modello_10

https://youtu.be/Q0UN_neqYdw

https://it.wikipedia.org/wiki/Smith_%26_Wesson_36

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/13/news/scheda_357_magnum-26547614/

http://www.phantom-arms.at/category/hersteller/smith-wesson/

https://www.smith-wesson.com/revolvers

https://it.wikipedia.org/wiki/.44_Magnum

https://it.wikipedia.org/wiki/.38_Special

https://it.wikipedia.org/wiki/.357_Magnum

https://it.wikipedia.org/wiki/Smith_%26_Wesson

http://www.phantom-arms.at/produkte/waffen/sw-629-3-lauf-44-mag-talo-edition/

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