1602: l’apertura della BORSA di AMSTERDAM. Azioni, azioni, azioni!

Non é casuale che il declino dell’ Italia nel ‘600 coincida con l’ascesa d’oro della Repubblica Olandese istituita nel 1585, che grazie a l’intensificarsi dei suoi traffici commerciali, iniziati nel 1595 da Cornelis Houtman, che avvia il commercio delle spezie in Asia. La BORSA di AMSTERDAM é il primo mercato permanente al mondo per le azioni di società, istituita nel 1602 dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Possiamo considerare l’operazione come la creazione di una grande impresa multinazionale messa in piedi per facilitare le operazioni commerciali in Asia. Il Governo aveva consentito alla Compagnia non solo di commerciare, ma anche di costruire fortificazioni, mettere in piedi colonie, creare forze militare e siglare trattati con paesi adiacenti. La mole di lavoro era enorme, basti pensare solo alle operazioni in mare dove necessitavano navi e personale specializzato e richiedeva pertanto numerosi finanziamenti e una nutrita schiera di investitori. In origine la BORSA di Amsterdam fu concepita per favorire transazioni di azioni della Compagnia agli investitori, ma poi si sviluppò diventando un mercao vibrante per gli strumenti finanziari e uno dei motori della CRESCENTE ECONOMIA CAPITALISTICA della Repubblica Olandese. Nel XVII secolo i PAESI BASSI pur essendo coinvolti in una lunga estenuante guerra con la Spagna crebbero economicamente. Alla fine del XVI secolo la parte settentrionale della regione (la Repubblica Olandese Protestante) si era staccata dalla parte meridionale delle Fiandre di estrazione cattolica. La Repubblica era composta di sette province settentrionali autonome coordinate da un governo federale, gli STATI GENERALI. I mercanti protestanti che vivevano nelle regioni settentrionali come ANVERSA per sfuggire alle persecuzioni cattoliche si trasferirono a nord, portando con se risorse economiche e legami commerciali. Inoltre molti artigiani non solo nel tessili specializzati nella lavorazione del lino, lana e seta, si trasferirono anche essia nord verso Haarlem, Leida e Amsterdam, incrementando ulteriormente l’economia locale. Nel 1600 esplose il boom economico con la forza marittima, l’etica al lavoro (rafforzando il principio protestante che la salvezza si raggiungeva con il lavoro duro) con conseguente aumento della produttività. La popolazione era in crescita (soprattutto nel ceto medio urbano) . Grazie alla finanza, ai commerci e alle spedizioni marittime, la battente bandiera della Repubblica Olandese ebbe floride aspettative fino al fallimento della Compagnia olandese delle Indie Orientali che gestiva i cantieri navali, avvenuto nel 1800.La conseguenza di questa specializzazione marittima era che venivano fuori personalità di spicco nel campo della navigazione che garantivano sicurezza e fiducia anche sui lunghi viaggi, sempre insidiati dalla pirateria sempre in agguato. Il perchè anche l’Italia fu fortemente penalizzata tanto che il seicento viene tuttora definito il secolo buio, risiede nel fatto che TUTTA la forza mercantile navale olandese, non veniva superata dalle stesse risorse di tutti gli altri competitors sommati insieme. Un altra conseguenza dell’ aumento della popolazione era che la terra venne resa molto più performante nella lavorazione agricola, grazie auna bonifica dei terreni che era un processo già presente nell’ alto medioevo ma che adesso viene amplificato. Aumentando la produzione di foraggio, le mandrie consentivano l’incremento produttivo di carne e latte oltre che di letame, utilizzabile come concime. Questa maggiore produttività contribuì a sostenere la popolazione in crescita grazie all’ attivazione di un circolo virtuoso, anche se l’importazione del frumento carente in loco andava sempre regolarizzato. Certamente gli aspazi occupazionali si aprirono perchè l’evoluzione dei nuovi settori nel commercio e nella finanza consentivano di uscire dai limiti occupazionali legati solo al comparto agricolo. Il commercio verso l’oriente oltre a consolidare le rotte commerciali tradizionali supportate da un importante avamposto strategico a BATAVIA dopo aver raso al suolo Giacarta nel 1619, spinsero gli intrepidi navigatori a innovare le loro rotte in tutto il mondo tanto che la famosa New York è stata ribattezzata così solo dopo che passò agli inglesi ma originariamente era stata fondata come NUOVA AMSTERDAM nel 1624. Pepe, noce moscata, chiodi di garofano e cannella: grazie a Batavia che in seguito riassunse il nome originario di Giacarta, i traffici che erano insediati dai problemi di navigazione (latitudine) , dalle tempeste, dalle epidemie, dai pirati e chi più ne ha più ne metta, divennero sempre più affidabili. Infatti la compagnia delle Indie Orientali trovò fertile nascita grazie al problema degli investimenti, perchè il rischio da sostenere per una sola persona per finanziare un viaggio era troppo elevato, ma ammortizzxando per diverse società commerciali che si riprendevano il piccolo investimento in proporzione, il rischio diventava minimo. I primi a trafficare con l’idea di BORSA furono gli italiani che nelle repubbliche marinare di Genova e Venezia dal 1300 facevano compravendita di documenti finanziari scambiabili come le azioni, ma certamente grazie all’ olio di balena e ai tulipani gli olandesi nel XVI secolo iniziarono a diventare un mercato fiorente tanto che un documento dell’ epoca di Josef Penso de la Vega riporta:

se si conducesse un forestiero per le strade di Amsterdam e gli si domandasse dove fosse, risponderebbe “tra speculatori”!

I commerci sani dal sud est asiatico assicuravano sicuri profitti, per cui lo scambio di azioni della compagnia olandese delle Indie Orientali avveniva in orari prestabiliti e all’aperto incoraggiando transazioni dirette fluide e di sicuro rendimento. Nel 1623 vi fu un nuovo statuto nella compagnia che consentiva a chi voleva uscire di vendere le sue azioni e che riconobbe agli investitori il pagamento di un dividendo annuale che favorì ulteriori sviluppi, come l’istituzione delle operazioni a termine La regione era già ricca di suo, ma il benessere generale infervorava l’acquisto di mobili pregiati e dipinti preziosi. Personaggi come Vermeer e Rembrandt prosperarono per assolvere alla crescente richiesta di ritratti per esempio. Nacquero nuovi edifici e nuovi palazzi comunali grazie al boom economico e la sensibilità della popolazione in aumento divenne sempre più esigente, tanto da consentire al ceto medio anche l’acquisto di case di un certo prestigio. Ovviamente il mercato delel assicurazioni marittime già attivo nel secolo precedente in questo periodò subì la sua trionfale ascesa, in quanto i rischi sulle lunghe distanze erano sempre presenti. In borsa fu addirittura istituito un canale di compraventita sui titoli solo nel settore assicurazioni. L’esempio della Compagnia delle Indie Orientali che includeva al suo interno più compagnie frazionate, con la quotazione in borsa per consentire a tutti di acquistare e vendere titoli azionari di quel brand e raccogliere denaro, fu seguito anche da altre “aziende” che presero a quotare le loro azioni con conseguente aumento di ricchezza e attività imprenditoriali che alimehtavano l’industria. E mentre tutto questo accadeva ad annunciare la buona novella nei Paesi Bassi da noi in Italia si consumava il declino, perchè il ricordo dei secoli d’oro (periodo che muore con la scoperta dell’ America, che segna l’aprirsi di rotte che penalizzano le repubbliche manrinare nostrane) era per l’appunto solo una chimera inafferrabile.

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